Quotidiano | Categorie: Politica

Caner a Ruzzante: Puppato come Pinochet

Di Redazione VicenzaPiù Sabato 5 Giugno 2010 alle 18:42 | 0 commenti

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Federico Caner, Capogruppo Lega Nord Regione Veneto  -  Non consentiremo più aggressioni alla Lega. Sono certo che nell'opposizione ci siano figure più qualificate al confronto

"L'atteggiamento della capogruppo del PD Laura Puppato ricorda la vicenda di Pinochet e dei generali in Cile, quando un golpe rovesciò il governo di Allende scelto democraticamente dal popolo. Non diversamente da quanto accaduto nel PD dopo le elezioni regionali: il candidato alla presidenza Giuseppe Bortolussi è stato estromesso dal ruolo che gli spettava di diritto, esautorato da una Puppato che adesso dà libero sfogo ad aggressioni verbali intollerabili nei confronti del governatore Zaia e di qualunque soggetto istituzionale. Aggressioni che non tollereremo più, perchè nel dibattito politico le parole pesano tantissimo, specialmente se così volgari".

E' il commento del capogruppo leghista Federico Caner, in risposta al consigliere PD Ruzzante. "Lungi da Zaia e dalla Lega il volersi scegliere l'opposizione con cui dialogare - aggiunge Caner -, anche perchè questo l'han già fatto gli elettori quando hanno votato Giuseppe Bortolussi, e prima di loro il PD che l'ha messo a capo della coalizione di centrosinistra, e precedentemente ancora il legislatore che assegna di diritto allo sfidante che ha ottenuto più voti (cioè Bortolussi) il ruolo di capo dell'opposizione. Quello di Puppato a questo punto ha tutte le sembianze di un golpe come quello di Pinochet e dei generali cileni ai danni di Allende. Non consentiremo comunque ulteriori aggressioni nei nostri confronti da parte della capogruppo Puppato, che in questo modo delegittima non solo il PD ma anche se stessa: le ricordiamo che dalla violenza verbale a quella fisica il passo è brevissimo, e la storia recente lo dimostra. Richiamiamo Puppato ad un ruolo istituzionale che elettori, legislatore e partito non le avrebbero assegnato, ma che adesso è chiamata a svolgere senza coprire di ulteriore fango il PD e la propria immagine. Sono certo, caro consigliere Ruzzante, che nel PD ci siano soggetti più adeguati ad interloquire con la maggioranza senza squalificare in questo modo il più importante partito d'opposizione".

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ieri alle 18:34 da Gianluigi
In Tav/Tac a Vicenza, i cittadini scrivono ai candidati presidente Veneto
L'iniziativa del Comitato di Vicenza Est è un esperimento interessante
per riportare gli interessi dei cittadini nel processo elettorale.

Achille Variati, che aveva iniziato il suo secondo mandato con aperture
alla partecipazione civica ed anche alle ragioni del No dal Molin, si avvia
al termine del terzo suo mandato facendo approvare al Consiglio Comunale
in periodo natalizio un progetto preliminare per la TAV/TAC commissionato
dai poteri forti della città. Questo progetto non è giustificato da esigenze
tecniche ferroviarie, ha costi altissimi senza copertura finanziaria, ed inoltre
priva la città della storica stazione centrale, che si trova in un luogo perfettamente
adeguato alle esigenze dei cittadini ed alla vocazione turistica della città.

Il metodo seguito dal Sindaco per ridisegnare l'assetto urbanistico della città
al di fuori di un piano regolatore è stato chiamato "metodo Renzi" ed appare
del tutto in consonanza con i metodi del governo nazionale nel ridisegnare lo
statuto del lavoro, della scuola e soprattutto nella sciagurata legge elettorale.
I simpatizzanti del PD Renziano sono certo ammirati dalla grande abilità ed
energia del capo del governo. Tuttavia non possono ignorare che una vera
mutazione costituzionale è stata imposta a colpi di sedute ad oltranza del
Parlamento dopo una partita a due con il capo dell'opposizione, liquidando
le voci di dissenso nello stesso PD.

L'aspetto più inquietante della legge elettorale è che dopo tre anni di governi
di eccezione, siamo arrivati ad un presidenzialismo del primo ministro con
un Parlamento indebolito e subordinato, una "signoria" ben vista dalla finanza
internazionale, ma senza il contrappeso ed il controllo di un Parlamento forte,

La città di Vicenza ha la sorte di verificare come in questo nuovo quadro politico
globale cambino anche le forme della decisione e della partecipazione nelle
scelte urbanistiche locali. Sarà certo ancora possibile ad architetti ed urbanisti
offrire consulenza tecnica, se sapranno conquistare la fiducia di chi governa.
Sarà ancora possibile ai cittadini fare azioni di testimonianza a favore dell'ambiente
e del paesaggio. Ma sarà più difficile trovare l'appoggio di forze politiche su scelte
in contrasto con gli interessi dei poteri forti.

Per questo anche è importante sperimentare nuove forme di discussione che
costringano i candidati a manifestare il loro punto di vista su decisioni cruciali
per il territorio e che consentano agli elettori di vedere con maggiore chiarezza
al di là della propaganda ed a comportarsi di conseguenza nelle urne.
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