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In località Tretto a Schio il corteo di oltre 200 animalisti con Andrea Zanoni

Di Redazione VicenzaPiù | Lunedi 11 Novembre 2013 alle 17:03 | 0 commenti

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On. Andrea Zanoni, Alde - Domenica scorsa, l’eurodeputato Andrea Zanoni ha guidato il corteo di 200 animalisti al Roccolo Rossi in località Tretto a Schio (VI). Alle 11.00, i rappresentanti del Coordinamento Protezionista Veneto che riunisce moltissime associazioni animaliste hanno raggiunto il roccolo per dire “Basta richiami vivi e uccellagione”.

Tra le sigle presenti LAC, LAV, ENPA, LIPU, WWF, NO alla CACCIA, UEPA, OIPA, ANIMALISTI VERONA e ANIMALISTI ITALIANI. La manifestazione si è conclusa alle 12.30. (FOTO)

L’eurodeputato Zanoni (VIDEO), vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo davanti all’impianto di cattura ha ribadito che: «Nei roccoli e nelle prodine gli esemplari vengono catturati con personale dipendente dalla Provincia. Sono migliaia i piccoli migratori catturati che sono poi distribuiti ai cacciatori per essere usati come richiami vivi. Il tutto con una spesa molto sottostimata che, a livello regionale, è di circa 200 mila euro e per la provincia di Vicenza di 114 mila euro. Soldi che devono essere sborsati dai contribuenti, dato che i cacciatori contribuiscono solo in minima parte con un rimborso spese. L’aspetto più grave è che questi soldi dei cittadini servono per alimentare la cattura di uccellini con le reti, ovvero mezzi di cattura non selettivi, vietati dall’articolo 8 della Direttiva “Uccelli” 2009/147/CE».

Nonostante i moniti dell’Ue e i continui pareri contrari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), istituto statale tecnico scientifico, la Regione e le Province venete (Rovigo esclusa) continuano ad autorizzare impianti di cattura muniti delle reti da uccellagione. L’ISPRA, il 24 maggio 2013, ha dato parere sfavorevole alla riapertura dei roccoli per la stagione 2013/2014, sottolineando la necessità di attuare metodi alternativi quali l’allevamento degli uccelli in cattività e condannando la totale assenza di dati certi sul fabbisogno di richiami vivi per i cacciatori.

«Ho chiesto alla Commissione di aprire una procedura d’infrazione per questi amministratori che si credono al di sopra della legge nazionale ed europea e mi sono rivolto al Commissario straordinario della Provincia di Vicenza, Attilio Schneck, sollecitando l’immediata chiusura di questi impianti che violano la Direttiva “Uccelli” - ha aggiunto Zanoni - Il 4 ottobre scorso ho inoltre presentato un’interrogazione alla Commissione europea per fermare le deroghe illegittime ripetutamente concesse dalla Regione Veneto e dalle Provincie di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Venezia e Belluno per la cattura di uccelli con le reti da uccellagione, mezzo vietato espressamente dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE, da utilizzarsi poi come richiami vivi nella caccia da capanno. Ho scritto, inoltre, al Commissario all’Ambiente Ue Janez Potočnik, chiedendo ufficialmente di punire queste deroghe illegittime con i mezzi a disposizione, ovvero aprendo una procedura d’infrazione che potrebbe sfociare in pesanti sanzioni economiche».

Durante la manifestazione è iniziata la raccolta di firme che accompagneranno l’esposto alla Commissione europea e la petizione alla Commissione Petizioni al Parlamento europeo che l’eurodeputato Zanoni porterà personalmente in Europa. «Ricordo, inoltre, che l’uso dei richiami vivi, attraverso il quale si legittima il reato di maltrattamento di animali perché li si costringe a vivere nella sporcizia e in uno spazio dove non riescono nemmeno ad aprire le ali, è stato condannato il 17 gennaio 2013 anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2341. La mia battaglia al fianco delle associazioni non si fermerà fino a quando l’ultimo roccolo e l’ultima prodina non verranno chiusi per sempre», ha concluso Zanoni.

BACKGOUND

Giovedì 7 novembre 2013, l’eurodeputato Zanoni ha tenuto a Vicenza all’Alfa Fiera Hotel la conferenza dal titolo “Basta richiami vivi e uccellagione. Una tortura legalizzata dalle Province e dalla Regione Veneto in barba alla Direttiva Uccelli 2009/147/ CE”, che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone e dell’inviato di “Striscia la Notizia”, Edoardo Stoppa, che ha intervistato l’onorevole Zanoni ed eseguito riprese che verranno presto messe in onda da Canale 5 nello spazio dedicato alle inchieste sul mondo degli animali. (FOTO)

Mercoledì 6 novembre 2013 all’Hotel Leopardi a Verona, Zanoni ha tenuto davanti ad una platea di oltre 100 persone la stessa conferenza. La Provincia di Verona, con la determinazione n. 4219 del 23 Settembre 2013 ha attivato ben sei impianti di cattura, i famigerati roccoli, per un totale di 1072 uccelli delle specie: Merlo, Tordo Bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Allodola. Proprio una prodina per la cattura delle Allodole, il 21 ottobre scorso, è stata sequestrata dalla Polizia Provinciale di Verona in località Pace nel comune di Brentino Belluno (VR) dopo aver scoperto che gli esemplari di Allodola venivano catturati e consegnati direttamente a persone che attendevano nascoste vicino all’impianto. Il provvedimento di chiusura è stato fatto oggetto di una determinazione, la n. 4704/13 del 25 ottobre 2013, firmata dal responsabile del Servizio Tutela Faunistico Ambientale dott. Ivano Confortini.

La Regione Veneto quest’anno ha autorizzato ben 37 tra roccoli e prodine. Sono impianti muniti di reti da uccellagione per la cattura di Tordi, Merli, Cesene e Allodole che finiranno rinchiusi per sempre in minuscole gabbiette come richiami vivi utilizzati dai cacciatori negli appostamenti di caccia.

La Provincia di Vicenza ha attivato ben 16 impianti di cattura, i famigerati roccoli, grazie alla deliberazione n. 776 dell'11 settembre 2013, che prevede la cattura di un totale di 8.890 uccelli appartenenti alle specie: Allodola, Cesena, Merlo, Tordo bottaccio e Tordo sassello. La Provincia ha reso operativa la delibera della Giunta Regionale n. 1099 del 28 giugno 2013, che consentiva l’uccellagione oltre alla Provincia di Vicenza, anche a quelle di Treviso, Verona, Padova, Venezia e Belluno.

Con l’uccellagione viene ancora consentita la cattura dell’Allodola (Alauda arvensis) classificata “vulnerabile” nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia e in declino da 30 anni in tutta Europa e perciò specie che non può essere sottoposta a deroghe a norma della “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici”.

Zanoni appoggia e invita a firmare anche la petizione della LIPU “No ai richiami vivi” che verrà presentata al Parlamento italiano.

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